Bachicoltura in Lomellina – Dal passato al futuro

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L’epoca in cui in ogni paese della Lomellina si coltivavano i gelsi e si allevavano bachi da seta riprende vita: una storia avvincente, che viene raccontata attraverso le vie del successo della bachicoltura e quelle del suo declino, attraverso le documentazioni storico-architettoniche e socio-economiche, nonché attraverso la testimonianza della popolazione lomellina stessa.
Sarà possibile la ripresa di questa attività avvalendosi di nuove metodologie?
I centri di ricerca e le associazioni specifiche pensano di sì, puntando sul coinvolgimento della popolazione più giovane alla quale verrebbe illustrata, con l’uso di idonei strumenti divulgativi, la potenzialità di tale attività e le nuove metodiche di impianto della bachicoltura. Per le eccezionali caratteristiche strutturali e meccaniche del filato, infatti, nuovi scenari di utilizzo della seta si associano a quelli del tessile, più comuni e noti: le attuali tecnologie in campo biomedico, ad esempio,  fanno della seta la materia prima per la produzione di filati da sutura e membrane utili nei trapianti tissutali.
Non sappiamo se si riuscirà in questo intento ma certamente, attraverso questa ricerca, avremo ripercorso e valorizzato il territorio lomellino e le sue intrinseche caratteristiche, ci saremo immedesimati nelle testimonianze di chi in prima persona ha vissuto quei tempi, nelle sue preoccupazioni, nella sue difficoltà e nei suoi successi e, infine, avremo riposto attenzione su un meraviglioso processo di sviluppo della vita, quello degli insetti che vanno incontro a metamorfosi, uno dei misteri più affascinanti della biologia.

I risultati dell’esecuzione del progetto sono resi disponibili nel sito www.unipv.it/bachicolturainlomellina.

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