Comune di Candia Lomellina

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Piazza di Candia

Piazza San Carlo 13
Telefono 0384 74003
Fax 0384 74881
Sito Internet www.comune.candialomellina.pv.it
Posta elettronica: info@comune.candialomellina.pv.it

EVENTI ANNUALI

  • Carnevale candiese, con processo e rogo della Pierina: martedì grasso
  • Festa patronale (Beata Vergine del Rosario): prima domenica di ottobre.

CENNI STORICI

Nell’epoca longobarda Candia, con Villata e Terrasa, fa parte del Comitato di Lomello. Con diploma del dicembre 1163 l’imperatore Federico I destina il feudo (compresi Cozzo, Villata e Terrasa) a Gualone Confalonieri.
Nel diploma di Federico I dell’8 agosto 1164, fra le terre concesse a Pavia, risulta anche Candia. Nel 1250 la località è citata nell’elenco delle terre del contado di Pavia come Candia nella contea di Lomellina: in questo periodo appartiene ai marchesi di Monferrato.
Intorno al XV secolo Candia è inclusa nel distretto di Pavia, sotto i Visconti, mentre nel 1454 il duca Francesco Sforza inserisce Candia e le sue terre nel ducato di Milano.
Successivamente Carlo V istituisce come feudatario del borgo Lodovico III di Barbiano, conte di Belgioioso.
Candia, con la località Nobili (scomparsa nei secoli successivi), è inclusa nell’elenco delle terre del Principato di Pavia, censite per fini fiscali da Ambrogio Opizzone, come appartenente alla Lomellina.
Il 1° novembre 1707 l’intendente generale Fontana, incaricato dal duca di Savoia di censire i comuni della Lomellina, scrive che Candia e Nobili contano 800 anime: il feudatario è il marchese Gallarati, residente a Milano. Allora Candia era tra le terre vocali, che si radunavano in una congregazione per risolvere gli interessi della provincia.
Il Comune, nella compartimentazione territoriale sabauda del 1723, fa parte della provincia di Lomellina e dipende dalla Prefettura di Mortara.
Nell’ordinamento delle province del 3 settembre 1749 è confermata l’appartenenza di Candia alla provincia di Lomellina, così come sarà in seguito al nuovo censimento del 15 settembre 1775.
Il decreto napoleonico del 1800 sancisce che il dipartimento dell’Agogna è diviso in 17 distretti o circondari comunali: Candia fa parte del terzo distretto, di cui è capoluogo Mede. Con il decreto del 25 fiorile 1801, Candia è inclusa nel secondo distretto di Vigevano, dipartimento dell’Agogna.
Nella compartimentazione territoriale del 28 aprile 1806 Candia ricade sotto il dominio napoleonico, nel dipartimento dell’Agogna, primo distretto di Novara, terzo cantone di Robbio. È un Comune di terza classe con 1.095 abitanti.
Con la compartimentazione del 7 ottobre 1814 Candia è capo mandamento della provincia di Mortara. Le comunità che riunisce sono Ceretto, Sant’Angelo, Castelnovetto, Cozzo, Celpenchio, Rosasco, Rivoltella, Langosco, San Paolo, Santa Maria Bagnolo, Terrasa e Villata.
Attraverso il regio editto del 10 novembre 1818, «portante una nuova circoscrizione generale delle province de’ regi stati di terra ferma», Candia di Lomellina è capo del mandamento della provincia di Lomellina, che riunisce Castelnovetto, Celpenchio, Cozzo, Langosco, Rosasco e Terrasa.
Fa parte della diocesi di Vercelli (divisione di Novara) e dipende dal Senato Piemontese; per gli uffici di Intendenza e Posta dipende da Mortara, per quelli di Prefettura e d’Ipoteca da Vigevano e per quelli di Insinuazione da Mede.
In seguito all’unione temporanea delle province lombarde al regno di Sardegna, in base al compartimento territoriale stabilito con la legge 23 ottobre 1859, il comune di Candia Lomellina, che conta 2.575 abitanti, è incluso nella provincia di Pavia, nel circondario di Lomellina e nel terzo mandamento di Candia, cui fanno capo Castelnovetto, Celpenchio, Cozzo, Langosco, Rosasco e Terrasa.
Alla costituzione del Regno d’Italia nel 1861, il comune ha una popolazione residente di 2.558 abitanti. Sino al 1863 il comune mantiene la denominazione di Candia e, nel 1863, assume la denominazione di Candia Lomellina. In seguito alla riforma dell’ordinamento comunale, disposta nel 1926, il Comune è amministrato da un podestà. Nel 1928 a Candia è aggregato il soppresso Comune di Terrasa. In seguito alla riforma dell’ordinamento comunale disposta nel 1946 il Comune è amministrato da un sindaco, da una giunta e da un consiglio.

Popolazione residente (fra parentesi anno del censimento)

  • 2.739 (1871)
  • 3.091 (1881)
  • 2.405 (1901)
  • 2.778 (1911)
  • 2.405 (1921)
  • 2.453 (1931)
  • 2.465 (1936)
  • 2.462 (1951)
  • 2.303 (1961)
  • 2.047 (1971)
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