Comune di Palestro

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Chiesa di Palestro

Piazza Guglielmo Marconi 1
Telefono: 0384.65041
Fax: 0384.65559
Sito Internet: www.comune.palestro.pv.it
Posta elettronica: municipio@comune.palestro.pv.it

EVENTI ANNUALI

  • Anniversario della battaglia risorgimentale del 1859: maggio
  • Festa patronale di San Martino: ultima domenica di giugno

CENNI STORICI

E’ oggi comunemente ammesso che il nome “Palestro” derivi dal latino “paluster” o “palustris”, per indicare terra o luogo paludoso. I sepolcreti di Palestro e di Pezzana sono testimonianze relative di un lento, ma progressivo evolversi di civiltà che dai primi insediamenti preistorici porta alle soglie della storia.
Vercelli fu colonia romana nel 240 avanti Cristo, ma tutta la regione compresa tra Milano, Vercelli, Ivrea e Novara era “fermissima transpadanae regionis Municipia”.
Con Carlo Magno, distrutti i ducati longobardi, sorgono i comitati. Lomello è capoluogo per quello omonimo e faceva parte della Marca di Ivrea. Palestro con Vinzaglio, Confienza, Langosco, Castelnovetto, Rivoltella e Casalino, era allora parte del contado assegnato dall’imperatore Federico I (11 luglio 1178) ad Aicardo di Robbio, dei conti palatini di Lomello. Il XVI secolo è stato uno dei più disastrosi a causa delle incessanti scorribande in Lomellina di eserciti spagnoli (Carlo V) e francesi (Francesco I). Per venti anni le nostre terre sono teatro di scorribande di eserciti stranieri, di cui sopportano violenze e vessazioni, accompagnate da fame e pestilenze. Ultimo risultato fu che Palestro cadde sotto il dominio spagnolo e, nel 1532, fu compreso nel distretto di Vigevano. Al principio del Seicento si registrano altri scontri fra il duca di Savoia e gli Spagnoli per la conquista del Monferrato: Palestro fu occupata da Carlo Emanuele I.
Palestro è un nome noto per la battaglia che si è svolta nel 1859. È entrato, quindi, nella storia per merito dei valorosi soldati che si batterono per l’indipendenza d’Italia.
Il 30 maggio le truppe piemontesi, inquadrate nell’armata alleata guidata da Napoleone III, occuparono i villaggi di Palestro e Vinzaglio. Le truppe austriache, due divisioni al comando del feldmaresciallo Zobel, ricevettero l’ordine di attaccare Palestro il 31 maggio. Il paese era difeso da circa 13.000 uomini al comando del generale Cialdini, con cui si trovava anche il re Vittorio Emanuele II. Alle 10 del mattino ebbe inizio l’offensiva austriaca che, però, fu respinta e gli attaccanti si ritirarono in direzione di Robbio. Anche presso cascina San Pietro si accesero vari scontri: in questo settore gli zuavi francesi, guidati da Vittorio Emanuele in persona, sbaragliarono completamente i soldati austriaci, molti dei quali annegarono nel roggione Sartirana nel corso della ritirata.
Gli austriaci furono respinti anche a Confienza dalla terza divisione piemontese. Durante gli scontri i franco-piemontesi persero 600 uomini e gli austriaci ben 2.000.
Oggi su un rialzo ai confini del centro abitato si trova il Monumento-ossario commemorativo della battaglia, eretto nel 1893 su progetto dell’architetto milanese Giuseppe Sommaruga. Raccoglie i resti dei caduti piemontesi, francesi e austriaci. L’ultima domenica di maggio si commemora l’anniversario della battaglia alla presenza di autorità civili e religiose, e di una rappresentanza militare del corpo dei Bersaglieri.
Alti due monumenti ricordano gli avvenimenti della Seconda guerra d’Indipendenza: il Monumento al Soldato, inaugurato il 31 maggio 1868, e il Monumento al Bersagliere, vicino al municipio.
Oltre a essere famoso per la celebre battaglia, Palestro è punto di passaggio lungo il percorso della via Francigena. La chiesa parrocchiale di San Martino di Tours è la più antica e risale al X secolo.
La Torre dei Visconti, che faceva anticamente parte del castello, risale al XII secolo.

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