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Associazione Mede da vivere di Mede

Mede da VivereSito Internet: www.paliodimede.it
Posta elettronica: info@paliodimede.it

EVENTI ANNUALI

  • Palio dla Ciaramèla: seconda domenica di settembre

L’associazione Mede da vivere organizza il Palio dla Ciaramèla. L’associazione, secondo la delibera di giunta con cui ha ricevuto l’incarico, ha le caratteristiche idonee all’organizzazione dell’evento «per la serietà, la dedizione e la capacità organizzativa». Il Palio fu istituito nel 1980 dal centro culturale “Giuseppe Amisani” per volere di Giuseppe Masinari, che volle fortemente far rivivere gli usi e i costumi degli abitanti che popolavano il nostro territorio dal 1880 al 1930.
Da allora la seconda domenica di settembre Mede vive questa manifestazione ricca di storia e di folclore, che vuole ricordare le tradizioni della civiltà contadina.

I dieci rioni

La Roca Biäncä
È il più antico nucleo di Mede. Nel drappo vediamo sopra il giallo, colore del sole, un tratto nero nel quale appare la rocca bianca di Mede. Qui trovarono posto in particolare le botteghe dei maniscalchi, qui si fermava la cavalleria per il cambio dei ferri agli zoccoli dei cavalli. Nel campo giallo l'antica pompa, "la Surba dla roca biänca", una volta pozzo per abbeverare i cavalli. I simboli sono gli attrezzi da maniscalco e fabbro, ferro da cavallo e chiodi per fissare i ferri agli zoccoli.

Piasa Giarättä
La piazza centrale di Mede venne realizzata nel 1856, quando il Comune, con verbale di incanto del 14 maggio, acquistò la casa Tagliacarne e relativo giardino. Fu chiamata “giaratta” a ricordo del ghiaietto che ne ricopriva la superficie. I colori della bandiera sono quello rosso del comune e il giallo della chiesa con il profilo del civico palazzo e della chiesa parrocchiale. Il quartiere ospitava le scuole e vari artigiani: sellai, stampatori, sarti, flebotomi. I simboli del quartiere sono la leva per cavare i denti, attrezzi da sellaio e da sarto, caratteri da stampa, abbecedario.

Al Büsch
Il quartiere del Büsch era uno stretto viottolo di campagna, segnato da una siepe di rovi che strappavano dai carri l'erba, il fieno, la paglia. Pertanto c’era una perenne “stragià” di pagliuzze, “büsch”. La bandiera è azzurra come il cielo, vi è un carro che passa fra due siepi. Erano qui attivi gli zoccolai, gli squadratori che lavoravano il legno, altri fabbricavano ceste. Simboli sono un fascetto di pagliuzze e gli attrezzi da zoccolaio.

Al Crusón
Il quartiere ricorda un’antichissima croce di legno collocata dopo una pestilenza del XVII secolo. Il drappo è rosso con croce bianca. Il quartiere ospitava i falegnami e i fabbricanti di carri e di carrozze. I simboli sono un pialletto da falegname, una sega e dei manufatti di questo artigianato.

Al Gab
Questo rione un tempo era campagna. Le capitozze, i “gab”, mantenute a misura d'uomo, avevano la funzione di offrire rami per far fascine e salici per legarle e poi legna per il camino e per far le cose necessarie al mondo agricolo del tempo. Il drappo del rione è di color verde come i campi che lo hanno ospitato e vi sono le capitozze allineate in “gabà”. In questo quartiere erano particolarmente attivi i muratori e gli imbianchini. I simboli sono una cazzuola da muratore, una livella, un pennello da imbianchino, una squadra, un rametto di capitozza.

Al Marcantón
Era il quartiere malfamato, nato ai tempi della dominazione spagnola. Fu poi nobilitato dall'artigianato dei fornai. Nel drappo, il colore nero è indice dell'oscurantismo spagnolesco. Rosso e giallo rievocano i colori di Spagna, nel disegno coltello, spada, bocca del forno e pala da forno. I simboli sono rappresentati da un grosso pane con un coltello piantato. Il quartiere dei fornai confina con San Roc, il quartiere del molino, della farina per fare il pane di grano, il “pan risìn”, il “pan mälga”, il “pan mastura”.

Al Pasquà
La zona dell'antico pascolo di Mede divenne poi il quartiere dei tessitori e dei fabbricanti di olio. Al canton dei "tissiü" e dei “uliè". La bandiera ha il colore marrone, segno di terra e il giallo del sole che la inonda. Nel disegno le mucche al pascolo, una navetta da tessitore e un torchio per spremere i semi oleosi. I simboli sono: un mazzo di erba fresca, una bottiglietta o una latta di olio, una spola di filato e un pezzo di tela fatta a mano.

J'Angiäl
L'antica chiesa degli Angeli nel Settecento era in piazza Giarättä. La chiesa che dà il nome al rione fu oratorio del convento dei Padri Francescani Riformati sino al 1807, quando Napoleone ne soppresse l'ordine. I frati vi avevano uno studio di teologia, una ricca biblioteca e una rinomatissima farmacia. Il drappo bianco ricorda la cotta bianca dei confratelli degli Angeli e della Buona Morte, poi una storta da farmacista, un libro e due piccole candele che nel giorno di san Biagio venivano appoggiate alla gola per proteggerla dalle malattie. I simboli: una storta da farmacista, un libro antico, due candeline incrociate, un attrezzo da bottaio, un uovo per ricordare il commercio dei polli che si svolgeva nel rione ed in modo particolare in "tla piàsa di puj''.

San Banardìn
Il cantone ricorda un'antica edicola in quel tempo in mezzo ai campi dedicata a san Bernardo il frate che con i confratelli del suo ordine,agricoltori per vocazione divina, avviò l'opera di bonifica di questa terra che pareva condannata alle paludi, alle sabbie, alle ghiaie. La bandiera ha il color marrone della terra che sta nella parte bassa sormontata dal verde dei fertili campi. Nel disegno i monaci prosciugano le paludi. I simboli sono le tife, i “batalù”, frutti delle paludi e il riso e il grano, frutti dei campi fertili.

San Roc
San Rocco, santo popolare come il quartiere che ospita la sua chiesetta. Sembra che il santo di Montpellier abbia voluto distribuire le sue ricchezze per venire ad abitare in questo cantone per guardare il molino, il suo molino, quello più antico di Mede "al mulìn ad San Roc", gestito ininterrottamente dalla stessa famiglia, quella dei Masinari che ha preso il nome dalla professione "masnà", macinare. Un molino in mezzo ai campi mosso dall'acqua. I simboli del quartiere sono la farina, il riso e gli attrezzi da mugnaio.

Regolamento gioco
La “ciaramèla” è un corto bastone di legno di 18 centimetri appuntito agli estremi e con diametro di tre centimetri.
Il “bac” è un bastone con la funzione di mazzo lungo cm 50 centimetri e con il diametro di 3,5 o 4 centimetri.
Il “capé” è un comune cappello con visiera.
La “ca” è la base di partenza del gioco.
Il gioco si svolge tra due giocatori (“lipadù”) che si fronteggiano: vince chi dei due raggiunge il massimo punteggio dichiarato. Indichiamo con Tizio il giocatore che ha avuto il diritto alla prima battuta e con Caio l’avversario. Prima di battere Tizio, urla: “Giarè” (espressione dialettale per chiedere all'altro se è pronto). Caio risponde affermativamente gridando a sua volta: “Bandè”. Dopo di che Tizio, tenendo in mano la “ciaramèla” per una delle due punte, la colpisce con il “bac” gridando: “Ciàpla in täl capé”. Caio cercherà quindi di ricevere la “ciaramèla” esattamente nel cappello senza prenderla con le mani. Per il lancio Tizio ha a disposizione tre colpi: in caso di fallimento la battuta passa direttamente a Caio. Se la “ciaramèla” non entrerà nella “cà”, il gioco rimane a Tizio che darà inizio alla seconda fase di gioco. Se la “ciaramèla” entra nel perimetro della “cà” viene eliminato.

Albo d'oro (fra parentesi il “lipadù”)

  • 1981 S. Banardin (Armando Guaschi)
  • 1982 S. Banardin (Armando Guaschi)
  • 1983 S. Banardin (Armando Guaschi)
  • 1984 Cruson (Alfredo Brazzo)
  • 1985 Roca Bianca (Benito Ruzza)
  • 1986 Roca Bianca (Benito Ruzza)
  • 1987 S. Banardin (Giancarlo Rizzato)
  • 1988 S. Banardin (Giancarlo Rizzato)
  • 1989 Pasquà (Massimo Beni)
  • 1990 Busch (Massimo Malvisini)
  • 1991 San Roc (Fabio Angeleri)
  • 1992 Pasquà (Fabio Farinazzo)
  • 1993 Marcanton (Roberto Fusetto)
  • 1994 J'Angial (Ivano Angeleri)
  • 1995 Marcanton (Roberto Fusetto)
  • 1996 Non giocato
  • 1997 Roca Bianca (Igor Moretto)
  • 1998 Busch (Davide Fumagalli)
  • 1999 Busch (Davide Fumagalli)
  • 2000 J'Angial (Ivano Angeleri)
  • 2001 Non giocato
  • 2002 Gab (Fabio Farinazzo)
  • 2003 Busch (Davide Fumagalli)
  • 2004 Busch (Davide Fumagalli)
  • 2005 San Roc (Fabio Angeleri)
  • 2006 Busch (Davide Fumagalli)
  • 2007 Busch (Davide Fumagalli)
  • 2008 San Roc (Gabriele Alessandro)

Contatti

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