La Lomellina

La Lomellina: terra di storia e natura 

La Lomellina è una regione storico-geografica nel sud-ovest della Lombardia, delimitata dal Sesia a ovest, dal Po a ovest e a sud, dal Ticino a est, e dal basso Novarese a nord. 

Cenni storici 

La Lomellina è una terra dalla storia complessa, che si è definita nel corso di molti secoli fino al tardo Medioevo. Originariamente, la zona era coperta da fitte foreste, rinomate per la caccia, molto amate dai duchi di Milano. 

Durante l’epoca romana, la Lomellina non fu urbanizzata come altre zone della Pianura Padana, rimanendo più selvaggia e con insediamenti sparsi. Il territorio era abitato da popolazioni preromane (liguri e celtiche-galliche), che furono lentamente romanizzate senza grandi colonizzazioni. La regione non presentava città importanti, anche se una strategica strada romana la attraversava collegando Pavia a Torino attraverso Dorno, Lomello e Cozzo. 

Nel Medioevo, con l’ascesa di Pavia come capitale di Goti, Longobardi e Franchi, la Lomellina acquisì importanza soprattutto grazie a Lomello, che divenne sede di una contea (comitatus laumellensis). Nei secoli XV e XVI la Lomellina passò sotto i Visconti e gli Sforza, mentre in seguito alla Guerra di successione spagnola (1700-1713) fu aggregata prima al neonato Regno di Sicilia e, dal 1720, a quello di Sardegna, entrambi guidati dai Savoia. Fino al 1859, a parte la parentesi rivoluzionario-napoleonica (1797-1814), la Lomellina sarà una Provincia con capoluogo Mortara. Nel 1859 fu inserita nella neonata Provincia di Pavia, che sarà confermata due anni dopo con l’Unità d’Italia. 

Il territorio 

La Lomellina è una pianura apparentemente uniforme, dominata da campi coltivati a riso, ma la sua conformazione è il risultato di secoli di trasformazioni da parte di migliaia di agricoltori. In origine, il paesaggio era più vario, con piccole ondulazioni chiamate dossi, alternate a zone umide ricche di vegetazione palustre (fontanili e risorgive) e foreste di querce e farnie. 

Questi rilievi naturali sono stati in gran parte appianati per fare spazio alla risicoltura, ma alcuni dossi sono ancora visibili e rappresentano veri e propri ecosistemi naturali, rifugio per molte specie animali e vegetali rare. I dossi rimasti sono un’importante testimonianza geologica e naturalistica. Studi storici e botanici hanno evidenziato come questi piccoli rilievi rappresentino autentiche isole di biodiversità. Qui si trovano specie di mammiferi come la martora e il tasso, anfibi rari e diverse specie di uccelli legati agli ambienti boschivi e palustri.  

Le zone umide lungo i fiumi Po, Ticino e Sesia conservano inoltre importanti garzaie, colonie di aironi uniche in Europa. Le garzaie della Lomellina ospitano tutte e nove le specie europee di aironi, molte delle quali nidificano proprio in queste zone umide. Questi habitat sono vitali anche per altre specie di uccelli rare e per diverse piante e animali minacciati, riconosciuti dalla direttiva Habitat della Comunità Europea. 

La Lomellina ospita due parchi regionali: il Parco naturale lombardo della Valle del Ticino, il primo parco regionale d’Italia istituito nel 1974, e il Parco del Po Vercellese-Alessandrino, in Piemonte. Queste aree protette salvaguardano habitat preziosi, come le foreste alluvionali di ontano nero, tutelate anche a livello europeo.