Comune di Nicorvo

Indirizzo: via Roma, 2
Centralino: 0384.52044
Posta elett: segreteria@comune.nicorvo.pv.it
Pec: comune.nicorvo@pec.regione.lombardia.it

STORIA

Il primo documento che fa riferimento a Nicorvo è un atto del 960 con il quale Berengario IIre d’Italia, ordinava di dare caccia spietata ai lupi che infestavano il territorio. Fece parte del comitato di Lomello, dominio dei conti palatini. Nel 1164 è ricordato tra le località che l’imperatore Federico I pose sotto la giurisdizione di Pavia, continuando comunque la signoria locale dei conti palatini, un ramo dei quali prese il nome di Nicorvo.

Nel 1250 il paese è citato come Nicorvium nell’elenco delle terre soggette a Pavia. Giacomo, Tommaso e Manfredo di Nicorvo, conti palatini, erano signori del luogo nel 1311, mentre Filippone verso la fine del secolo. Nel 1477 fu investito Signore di Nicorvo Pietro Gallarati, già signore di Cozzo e Candia Lomellina, ma la sua signoria non durò a lungo.

Nel 1535 Nicorvo fu staccata da Pavia ed entrò a far parte del Contado di Vigevano, o Vigevanasco, allora costituito. Nei secoli seguenti ne furono feudatari i De Colli, i Settala e dal 1640 i Càrcano, cui rimane nei secoli seguenti. Nel 1743, con il trattato di Worms, fu inclusa nei domìni dei Savoia, cui già dal 1707-1713 apparteneva gran parte della Lomellina (in questo periodo quindi Nicorvo fu luogo di confine).

Durante la parentesi napoleonica fece parte del dipartimento dell’Agogna, prima nel distretto di Mortara (1800) e poi in quello di Vigevano (1801); dal 1814 entrò nella Provincia di Lomellina, con capoluogo Mortara. Nel 1859 fu incluso nella neonata provincia di Pavia.

Monumenti e luoghi d’interesse

Chiesa di San Terenziano

La chiesa viene ricordata fin dal XIV secolo, ma l’attuale costruzione fu consacrata nel 1620. L’interno, che presenta cinque altari, fu decorato e affrescato nel 1925 dai pittori Luigi Barni e Giacomo Ricci. Nel coro si può ammirare una bella tela raffigurante la Vergine con Bambino fra i santi Domenico e Terenziano, attribuita alla scuola di Bernardino Lanino (XVI secolo). Pregevole anche un dipinto a olio raffigurante la Resurrezione di Lazzaro della pittrice Maria Carcano, figlia dello scrittore e senatore Giulio Carcano.

Santuario della Madonna del Patrocinio

la chiesa, comunemente chiamata la Madonnina, fu innalzata nel 1764 e, dopo vari rifacimenti, restaurata nel 1910: in questa occasione fu rifatta anche la facciata. All’interno è conservato un affresco di buona fattura del XVI secolo raffigurante la Vergine con il Bambino sulle ginocchia.

Palazzo Scevola

Il palazzo di pianta quadrangolare, senza cortile interno, risale al XVI secolo e rientra nella tipologia della casaforte cinquecentesca. L’aspetto attuale si deve a un restauro ottocentesco che gli ha dato forme romantiche come la facciata movimentata dal portico a tre campate, con loggiato superiore ad archi a sesto acuto, e, sotto la gronda, la serie di cinque finestrelle ovali. Potrebbe essere una ricostruzione di un precedente fortilizio medioevale posto a difesa dell’Agogna.

Via Francigena

Un percorso storicamente importante è il tratto della Via Francigena in Lomellina che, proveniente da Robbio, attraversa l’intero paese passando davanti al Santuario della “Madonnina” e alla chiesa parrocchiale di S. Terenziano (XVII sec). Il percorso è stato segnalato da volontari per agevolare il passaggio ai pellegrini. In paese è presente un ospitale a offerta presso la casa parrocchiale gestito da volontari. Passando davanti alla “Madonnina” sarà possibile notare alle sue spalle una maestosa e secolare magnolia.
Il percorso si dirige successivamente verso Mortara.

Aree naturali

Nelle campagne si sviluppa un reticolo di stradine sterrate. Un percorso di interesse naturalistico parte dalla strada che porta al Mulino: si può raggiungere il torrente Agogna, costeggiarlo fino al “salto” e proseguire fino al ponte che porta a Robbio. Parte di questa strada è percorribile in auto, ma arrivati al torrente occorre proseguire a piedi. Lungo questa strada, è possibile visitare il Laboratorio di ecologia all’aperto Agogna Morta, con specie vegetali autoctone e animali.