Comune di Ottobiano

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Ottobiano, come del resto gran parte della Lomellina, fu abitata in antico da popolazioni di ceppo Celto-Ligure. E verosimilmente da genti della tribù dei Levi, le quali dall’ oppidum-altura della vicina Lomello (“Laevorum-mellum”) diedero poi nome all’intero territorio da loro abitato e controllato, tra Erbognone e Agogna: la “LAUMELLIANA”.
Ma il toponimo “Ottobiano” rivela piuttosto un’origine latina dovuta alla successiva romanizzazione della nostra terra avvenuta tra I e II secolo d. C.
“OCTAVIANUM” designava un fondo rustico, o un insieme di parcelle e fondi, consegnato a una “gens Octavia” probabilmente in seguito a meriti acquisiti in campagne militari.
La nostra Ottobiano di età celtico-romana consisteva in un principale nucleo abitativo situato sull’attuale dosso delle scuole: un’altura in origine ben più estesa ed elevata di quanto non lo sia adesso, posta al riparo dalle esondazioni dell’assai prossimo torrente Erbognone.
Contemporaneamente, però, altri nuclei abitativi composti da piccole tribù di natura famigliare. Erano dislocati in altrettanti punti dell’attuale territorio comunale (cascina Rotorta, strada vecchia per San Giorgio, doss Gaiufòn, zona San Cassiano). Non pochi ritrovamenti archeologici emersi in tali località sin dai secoli scorsi e poi in tempi più recenti (il materiale emerso nella necropoli in località Rotorta nel 1976 e pubblicato a più riprese dallo scrivente) confermano ampiamente l’ipotesi prospettata.
Alcuni di questi reperti, non di produzione locale ma piuttosto “d’importazione”, testimoniano frequenti scambi culturali e commerciali avvenuti già in antico grazie alla prossimità del nostro villaggio con l’antica strada Romana per le Gallie.
Questa importante via Romana – che ricalcava un precedente tracciato celtico – metteva in comunicazione l’Oriente con il sud della Francia attraverso l’allora importantissimo e florido centro di Aquileia.
Tale via attraversava le terre della nostra OCTAVIANUM tra l’attuale Travacchino sull’Erbognone e la cascina Buonaparte.  E poiché proprio a Lomello la strada poneva una delle sue tappe obbligate (con cambio di cavalli, rifornimenti e alloggio con taverne) si spiegano così verosimilmente i frequenti contatti con gli utilizzatori (truppe, viaggiatori e mercanti) dell’Antica Strada Pavese. Fu attraverso questa stessa via che, nei secoli seguenti la caduta dell’impero Romano, le nostre terre conobbero le devastazioni e le incursioni di numerose popolazioni barbariche.

Giuseppe Papetti

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